Siena e la sua Storia

 

Dalla preistoria, al medioevo, all'età moderna
La bellissima veduta di Siena e del suo territorio, dipinta nel 1338 da Ambrogio Lorenzetti all'interno del Palazzo Pubblico senese per illustrare gli Effetti del Buongoverno dei Signori Nove, non è solo una delle immagini più celebri della pittura medievale, ma anche una testimonianza estremamente significativa di quanto fosse profonda l'integrazione tra città e campagna al tempo dell'antica Repubblica di Siena. La civiltà e la cultura senese è figlia proprio di questa integrazione e si manifesta oggi tanto nel suggestivo aspetto medievale della città, quanto nel seducente paesaggio del territorio circostante, segnato non solo dai mirabili interventi delle migliori personalità della scuola artistica senese, ma anche da secoli di quotidiano lavoro. Una rete di musei diffusi in tutto il territorio senese offre adesso una straordinaria occasione di comprendere a fondo questa realtà, presentando al visitatore 30 musei assai diversi l'uno dall'altro per dimensioni e tematiche. Al loro interno sono esposti materiali relativi al patrimonio archeologico, storico-artistico e antropologico dell'area senese, contestualizzati in sedi espositive ubicate nei luoghi di provenienza. Questo sistema museale rappresenta dunque una testimonianza esclusiva della stratificata identità culturale dell'area senese, documentata non solo tramite i preziosi reperti archeologici di età preistorica, etrusca e romana e le inestimabili opere d'arte del Medioevo e dell'Età Moderna, ma anche grazie alle memorie del mondo contadino e industriale, indagate attraverso specifici percorsi.

La preistoria e l'antichità Le più antiche tracce di insediamenti umani nella Provincia di Siena si trovano nella zona del Monte Cetona e sono oggi documentate dal Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona e dal Parco Archeologico Naturalistico di Belverde , dove è possibile ripercorrere le tappe del popolamento di questi luoghi dal Paleolitico fino all'età del Bronzo.
Anche nel caso delle successive presenze etrusche e romane è la zona meridionale della Provincia di Siena laddove dominò la potente lucumonia di Chiusi - a conservare le testimonianze più rilevanti, come provano i reperti esposti nella Sezione Epigrafica del Museo Civico di Chiusi, nel Museo Civico Archeologico di Sarteano (dove è ricostruita una tomba a camera etrusca della fine del VII secolo a.C., in cui spicca una coppia di canopi per le ceneri dei defunti) e nel Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme (con i bellissimi resti di un acroterio fittile databile intorno al 150 a.C. e rinvenuti in località I Fucoli). I segni delle civiltà etrusche e romane persistono comunque in tutto il territorio senese; basti osservare i materiali del Museo Archeologico di Colle di Val d'Elsa o delle sezioni archeologiche dei musei di Asciano, Casole d'Elsa e San Gimignano.
Impressionanti, per qualità e stato di conservazione, sono infine i reperti in terracotta provenienti dai due palazzi etruschi del sito di Poggio Civitate, che oggi si possono ammirare nel Museo Archeologico di Murlo .

L'arte dal medioevo all'età moderna
Nel corso del Basso Medioevo, Siena fu una delle grandi capitali europee: la vantaggiosa posizione sulla Via Francigena favorì i traffici dei suoi mercanti e portò grandi ricchezze in una città che seppe amministrarsi democraticamente e allargare i confini del proprio stato fino a comprendere gran parte della Toscana meridionale.
In questo favorevole contesto le arti figurative ebbero enorme sviluppo, tanto da dare origine a quella che può essere definita una vera e propria "scuola senese". Dagli ultimi decenni del Duecento fino agli inizi del Seicento, Siena (che pure nel 1559 perse la sua autonomia e divenne parte del Granducato di Toscana), vide attivi pittori, scultori e architetti di altissimo livello, ai quali si deve il volto attuale della città e quello del territorio che la circonda.
I Musei Senesi conservano un numero impressionante di opere di questi artefici, che ancora oggi riescono a stupire per qualità e raffinatezza. Il Museo Civico di Siena, ubicato nel gotico Palazzo Pubblico, presenta alcuni tra i più celebri brani di pittura murale di artisti del calibro di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Ambrogio Lorenzetti, Spinello Aretino, Taddeo di Bartolo e Domenico Beccafumi. Quest'ultimo fu il maggiore protagonista della "maniera moderna" a Siena e lavorò, insieme con il Sodoma e il Pacchia, anche nell' Oratorio di San Bernardino , che oggi ospita il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Siena, ricco di pregevoli dipinti, tra i quali spicca la Madonna del latte di Ambrogio Lorenzetti.
Lasciando Siena e dirigendosi verso sud, si incontrano, lungo e ai margini del tracciato dell'antica Via Francigena, numerosi borghi che un tempo appartenevano allo stato senese e oggi conservano i propri tesori in piccoli, ma deliziosi musei. È il caso del Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia a Buonconvento (ove si segnalano tre commoventi immagini di Madonna col Bambino dovute a Duccio e Pietro Lorenzetti), del Museo d'Arte Sacra di Asciano (con un espressivo Crocifisso di Giovanni Pisano e le raffinate tavole quattrocentesche di Pietro di Giovanni Ambrosi e del "Maestro dell'Osservanza"), del Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra di Montalcino (con i polittici ricostruiti del trecentesco Bartolo di Fredi e le sculture tardogotiche di Francesco di Valdambrino) e del Museo Diocesano di Pienza (ove spiccano una luminosa pala del Vecchietta e il ricco piviale appartenuto al pontefice Pio II).
Poco lontano, a guardia della Valdichiana, si innalza Montepulciano, il cui Museo Civico presenta non solo opere del Medioevo e del Rinascimento, ma anche la ricca raccolta di dipinti dei secoli XVI-XIX donata alla comunità poliziana nel 1861 dal primicerio della Collegiata Francesco Crociani.
A settentrione di Siena si trova invece l'area della Val d'Elsa, che nel Medioevo fu terra di confine, poiché gran parte di essa apparteneva allo stato di Firenze. Tra le sedi espositive di questa zona emerge soprattutto il Museo Civico di San Gimignano, ubicato nel locale Palazzo Pubblico e all'interno del quale si possono osservare opere di Memmo di Filippuccio, Lippo Memmi, Benozzo Gozzoli e Pinturicchio. Nel Museo Civico e Diocesano d'Arte Sacra di Colle di Val d'Elsa si conserva, tra l'altro, un rarissimo arredo liturgico goto (il così detto tesoro di Galognano), mentre nel Museo Civico e della Collegiata di Casole d'Elsa si segnalano un capolavoro di scultura gotica (il sepolcro del "Porrina" di Marco Romano) e alcuni dipinti del pittore tardomanierista Alessandro Casolani.

Il lavoro, la tradizione e la scienza
A caratterizzare la civiltà senese è anche un amore per la propria terra che ben si coglie nella qualità e nella bellezza del paesaggio (cui è peraltro dedicato il Museo del Paesaggio di Castelnuovo Berardenga). Un paesaggio che è molto spesso il risultato di un continuo intervento dell'uomo e di una civiltà contadina testimoniata dal Museo della Mezzadria di Buonconvento, dal Museo Etnografico e del Bosco di Orgia, e da uno specifico percorso del Museo della Grancia di Rapolano Terme (ubicato in una antica fattoria fortificata dello Spedale di Santa Maria della Scala di Siena) in cui è narrato il ciclo dell'olio. Il visitatore può inoltre fare la conoscenza delle tradizioni delle feste e delle recite contadine nell'apposito contenitore espositivo di Monticchiello, intitolato tepotratos. Scene del Teatro Popolare Tradizionale Toscano.
In molti luoghi della Provincia senese sono sorte particolari attività artigianali e industriali, documentate anche in questo caso da alcuni musei: il Parco minerario di Abbadia San Salvatore (localizzato all'interno di quelle che per lungo tempo sono state alcune delle miniere di mercurio più importanti del mondo), il Museo del Cristallo di Colle di Val d'Elsa (cittadina universalmente nota per la lavorazione di questo materiale), il Museo della Terracotta di Petroio e il Museo del tartufo di San Giovanni d’Asso.
Un capitolo dei Musei Senesi è inoltre dedicato alla scienza, con l' Orto Botanico (antico giardino dei semplici allestito nel 1588) e il Museo di Storia Naturale Accademia dei Fisiocritici (ove è pure una sala dedicata allo scienziato illuminista Paolo Mascagni) a Siena; inoltre, in questa è possibile visitare anche il Museo delle energie e del territorio di Radicondoli, la Spezieria di Santa Fina (che espone gli arredi di una farmacia "preindustriale") e il Museo Ornitologico a San Gimignano.


(Fonte: Provincia di Siena)